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Valpiana |
A pochi chilometri da Massa, in direzione di Follonica, è situato il piccolo abitato di Valpiana. Le prime notizie risalgono al 1377, quando Tollo Albizzeschi, padre di San Bernardino, e Cristofano ed Angiolino di Siena chiesero e ottennero dal Comune massetano di costruire “un edifizio da foco” per lavorare il ferro presente nel territorio, usufruendo dell’acqua delle Ronne e delle Renelle, piccoli corsi d’acqua della zona. Sorse così il primo nucleo del forno fusorio (ferriera), delimitato da un lato dalla cosiddetta “gora”, che raccoglieva le acque dei due torrenti. Il forno, divenuto poi proprietà del Comune di Massa, veniva utilizzato per fondere piccole quantità di ferro ad uso locale. Alla metà del Cinquecento, con la caduta di Siena, Massa –e quindi Valpiana ed il forno- divennero dominio del granduca di Toscana, Cosimo I, il quale si pose l’obiettivo di acquistare le miniere dell’Elba, e di gestire con criteri monopolistici il commercio del ferro. Valpiana, per la sua ottima posizione geografica e per la ricca presenza di boschi e di acqua, fu inserita nella Magona granducale; la lavorazione del ferro (ematite proveniente dall’isola d’Elba) ebbe allora un incremento tale che si rese necessaria la costruzione di altre due ferriere, dette di Mezzo e di Fondo, cui si aggiunsero un mulino, un palazzo di abitazione –come residenza degli amministratori dei forni fusori, con un enorme stemma gentilizio dei Medici nella facciata e sul retro un giardino con vasca centrale- oltre alla chiesa, l’osteria, i “camerotti” per i vetturini, i magazzini ed il granaio. Nel Settecento i Lorena continuarono ad incrementare le fonderie realizzando la ferriera di Cima, la palazzina dei Chiodatoli, l’edificio dei Carbonili, deposito del carbone vegetale che alimentava i forni, ed altre strutture. Dopo la costruzione delle fonderie di ferro di Follonica (1835) che, per la loro modernità e per la loro migliore posizione geografica (direttamente sulla costa), presentavano notevoli vantaggi economici, le ferriere di Valpiana iniziarono una lenta decadenza, fino a cessare del tutto l’attività nel 1874. Altre testimonianze importanti per la storia della metallurgia sono visibili in località forni dell’Accesa, a poca distanza da Valpiana. Il granduca di Toscana, dopo l’incremento delle ferriere di Valpiana, volle che anche all’Accesa fossero costruiti un forno e due ferriere; i due impianti ebbero così una gestione unificata e seguirono le stesse sorti. Tuttora sono visibili numerosi resti riferibili all’attività metallurgica: tra i più imponenti la fornace di Santa Teresa, vicino ai resti del cosiddetto castello del Vescovo o dell’Accesa, documentato fin dal 1099, entrato a far parte dal XIII secolo dei possedimenti del Comune di Massa. ‹‹
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